lunedì 10 settembre 2012

Occupy the seed! Due settimane per la libertà dei semi

Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio. di quante ne sogni la tua filosofia... Quando Shakespeare coniò questo aforisma, probabilmente non avrebbe mai pensato che un giorno qualcuno avrebbe osato impadronirsi dei semi che la natura ha messo a libera disposizione degli esseri umani per la loro sopravvivenza. Le multinazionali delle sementi sono riuscite a legalizzare una delle più orribili rapine che si possano immaginare, brevettando, privatizzando e facendo pagare le sementi ai contadini che da millenni ne sono i custodi, e che da millenni li coltivano, li riproducono liberamente e liberamente li scambiano.
Si può brevettare l'aria, l'acqua, il cibo? Si possono brevettare i fondamenti della vita per arricchire gli azionisti di queste società predatrici? Siamo tutte e tutti in pericolo se persino il diritto primario al cibo viene privatizzato. Ecco perché dobbiamo sostenere la sacrosanta campagna mondiale lanciata dalla scienziata indiana Vandana Shiva contro la rapina dei semi: "Due settimane per la libertà dei semi" dal 2 al 16 ottobre (il 2 ottobre è il compleanno di Gandhi). In sostanza si tratterà di disobbedire ai brevetti con manifestazioni pubbliche di "occupazione e scambio dei semi" Occupy the seed!
Questa iniziativa di disobbedienza civile è doppiamente importante perché "con sentenza del 12 luglio, la Corte di Giustizia della UE ha confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo. Fin dal 1998 è in vigore una direttiva della Comunità europea che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (le note multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato così, di colpo, un delitto. Con questa sentenza sono messe fuorilegge anche le associazioni di volontari impegnati nel recupero delle varietà antiche e tradizionali  (ne esistono di benemerite anche in Italia ­ che commettono appunto questo crimine: preservano e distribuiscono a chi le chiede sementi fuori del catalogo ufficiale)"
Qui di seguito potete leggere i messaggi di Vandana Shiva che spiegano chiaramente le premesse e gli obiettivi di questo movimento che sta nascendo, e ascoltare direttamente il video registrato da Vandana. Sarebbe bello, sarebbe necessario che in Italia fiorissero molte iniziative collegate a questa campagna, io ci proverò a Milano: chi ha voglia di esserci?

Ecco il video:
http://youtu.be/oCYUCf4SUO8

Ed ecco il messaggio di Vandana Shiva:

Invito ad unirsi al Movimento Globale dei Cittadini per la Libertà dei Semi

Cari custodi e combattenti dei semi,
in nome e per conto di Navdanya, vi scrivo per invitarvi a diventare parte del Movimento Globale dei Cittadini per la Libertà dei Semi – l’inizio di una campagna a livello globale per mettere in guardia i cittadini ed i governi di tutto il modo di quanto la nostra capacità di approvvigionamento di semi stia diventando precaria – e di conseguenza di quanto lo stia diventando la sicurezza del cibo.
Abbiamo dato inizio a Navdanya 25 anni fa per proteggere la biodiversità e il diritto degli agricoltori a salvare, moltiplicare e scambiare i semi liberamente nel momento in cui ci trovammo costretti a gestire le minacce del Trattato TRIPS ( Trade Related Intellectual Property Righs Agreement – Trattato sui diritti di proprietà intellettuale in relazione alle attività commerciali) da parte dell’ Organizzazione Mondiale de Commercio –World Trade Organization (WTO) che ha aperto le porte a: l’introduzione degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), il deposito di brevetti sui semi ed il reclamo delle relative royalties (diritti). Un rappresentante della Monsanto disse poco più tardi “Nella stesura di questi trattati noi siamo stati il paziente, il diagnosta e lo specialista riuniti in un solo soggetto “. Le Corporations identificarono un problema – e per esse il problema erano gli agricoltori e la loro attività di salvaguardia dei semi. Perciò esse offrirono una soluzione, e la soluzione era l’introduzione dei brevetti e dei diritti di proprietà intellettuale sui semi, rendendo in questo modo illegale l’attività di salvataggio dei semi da parte degli agricoltori. Da “bene comune” il seme divenne “merce” per essere commercializzato sul libero mercato da parte delle aziende sementifere private.
Ad oggi, la minaccia è grande, considerando quanto segue:
Gli ultimi vent’anni hanno visto una grande diminuzione della biodiversità dei semi e della sovranità su di essi da parte delle popolazioni. Allo stesso tempo c’è stato un grande aumento del controllo sui semi da parte di un piccolo numero di gigantesche corporations (Multinazionali).
Lo sfruttamento intensivo dei terreni con coltivazioni geneticamente modificate di soya, canola, cotone è aumentato drammaticamente.
Oltre a ridurre e distruggere la biodiversità, gli organismi geneticamente modificati e coperti da brevetto stanno minando la sovranità delle popolazioni sui semi ed il diritto degli agricoltori a coltivare i propri semi, a proteggerli e a scambiarli.
In molti paesi in tutto il mondo, inclusa l’India, si stanno introducendo nuove leggi che costringono alla registrazione obbligatoria dei semi rendendo impossibile ai piccoli agricoltori la possibilità di far crescere e mantenere la propria biodiversità ed obbligandoli così a dipendere dalle grandi multinazionali sementifere.
La contaminazione genetica si sta diffondendo – l’India ha perso i propri semi di cotone a causa della contaminazione dei semi di cotone BT. Il Messico, la storica culla del grano, ha perso l’ottanta per cento delle sue varietà di grano e frumento. Questi sono solo i due principali esempi della perdita della nostra eredità di semenze locali e nazionali.
Dopo averli contaminati, le multinazionali dei semi biotech fanno causa agli agricoltori per aver infranto le leggi sui diritti di brevetto. Più di 80 gruppi di sono recentemente uniti negli Stati Uniti per presentare una sottoscrizione ed aprire un caso per prevenire una causa contro di essi da parte di Monsanto dopo che già aveva contaminato le loro coltivazioni.
Siccome la possibilità di approvvigionamento di sementi sane da parte dei coltivatori è stata ridotta, essi diventano dipendenti dai semi geneticamente modificati e coperti da brevetto. La conseguenza diretta è l’indebitamento. Il debito creato dal cotone BT in India ha spinto gli agricoltori al suicidio.
L’India ha firmato uno studio comparato tra India e USA sull’agricoltura insieme ad un rappresentante della Monsanto. Gli stati sono messi sotto pressione perché firmino accordi con la Monsanto. Un esempio è il “Monsanto Rajasthan Memorandum of Undestanding” (MOU – Documento di accordo bilaterale tra Monsanto e il Rajasthan) per il quale la Monsanto avrebbe ottenuto i diritti di proprietà intellettuale su tutte le risorse genetiche così come sulle ricerche sui semi svolte nell’ambito dell’accordo MOU. Fu solo dopo una campagna promossa da Navadnya e un Bija Yatra chiamato “Monsanto Quit India” (Monsanto vattene dall’India) che il governo del Rajasthan ha cancellato il MOU.
C’è pressione da parte di Monsanto sul governo degli Stati Uniti ed entrambi fanno pressioni sui governi di tutto il mondo. Questa è una grande minaccia sul futuro dei semi ed il futuro del cibo.
Wikilieaks ha svelato le intenzioni del governo degli Stati Uniti di aumentare e far proliferare l’utilizzo di OGM organismi geneticamente modificati, in Africa ed in Pakistan. La pressione da parte di rappresentanti del governo degli Stati Uniti è una dimostrazione di un supporto diretto al grande business della biotecnologia ed all’espansione dei loro mercati.
Queste tendenze dimostrano una volontà di controllo totale sull’ approvvigionamento dei semi e di distruzione delle fondamenta più vere dell’agricoltura. Siamo testimoni di un’EMERGENZA GLOBALE SUI SEMI.
La scomparsa della biodiversità e della nostra sovranità sui semi sta creando una grandissima crisi nella sicurezza dell’agricoltura e del cibo in tutto il mondo. Dobbiamo agire prima che sia troppo tardi.
I semi sono il primo anello della catena alimentare ed i depositari della futura evoluzione della vita. Per questo la salvaguardia dei semi e la loro protezione per le generazioni future è un nostro preciso dovere e nostra responsabilità. La coltivazione e moltiplicazione dei semi ed il loro libero scambio tra gli agricoltori è sempre stata la base del mantenimento della biodiversità e della sicurezza del nostro cibo.
Sono sicura che voi percepirete l’emergenza tanto quanto io la percepisco e che sentirete la necessità di unire le forze per reclamare i nostri semi e per proteggere la loro biodiversità e libertà.
Facciamo in modo che il 2012 diventi l’anno dell’impegno per “Salvare i nostri Semi” e per “Reclamare i nostri Semi come bene Comune”, sottraendoli al deposito di brevetti, alle registrazioni obbligatorie, alla monopolizzazione, alla distruzione e contaminazione genetica.
Pianifichiamo strategie ed azioni comuni in modo che la voce del 99% in merito a argomenti relativi ai semi diventi più forte del bullismo della Monsanto e degli altri quattro giganti della biotecnologia applicata alle sementi in modo che possiamo meglio difenderci dalla loro determinazione a controllare il sistema alimentare mondiale rubandoci i nostri semi e la nostra libertà.
Vi prego di inviarci le vostre idee, le vostre speranze e i vostri sogni in modo che possiamo costruire un forte movimento “Occupy the Seed” (Occupiamo i semi).
Sono impaziente di unire le mie forze alle vostre per fare sì che il 2012 sia l’Anno della Liberazione dei Semi e per aiutare ad assicurare un futuro equo e sostenibile alle generazioni che verranno.


Per partecipare attivamente contattate:
Global Movement To Defend Seed Freedom (Movimento Globale per la Difesa della Libertà dei Semi)
info@seedfreedom.in
http://seedfreedom.in
www.navdanya.org

Due documenti che possono aiutare ad approfondire le tematiche inerenti ai semi sono:
Il “Manifesto sul Futuro dei Semi” (2004) disponibile in molte lingue (vedi sotto). I suoi principi furono le basi della Legge Regionale della Toscana sull’eredità dei semi in quello stesso anno.
“L’Imperatore OGM è nudo: false promesse, fallaci tecnologie” . pubblicato da Navdanya International in questo ultimo anno di lavoro comune ed in collaborazione con altri movimenti di cittadini (vedi sotto): Il rapporto spiega l’evidenza della severa minaccia che comportano per i semi: la diminuzione, l’inquinamento e la privatizzazione.
Il Manifesto sul Futuro de Semi spiega modi e mezzi attraverso i quali si può rinforzare e accelerare il movimento verso l’agricoltura sostenibile, la sovranità alimentare, la biodiversità e la diversità in agricoltura, aiutando a difendere i diritti degli agricoltori a salvaguardare, condividere, utilizzare e migliorare i semi. Inoltre il manifesto spiega come la nostra capacità collettiva sia in grado di adattarsi ai percoli e alle incertezze causate dai cambiamenti dell’economia e dell’ ambiente che ci circonda.
Il Manifesto sul Futuro de Cibo sviluppa in dettaglio i principi sui quali si basa la transizione ad un sistema alimentare sostenibile, come spiegato nella Dichiarazione di Firenze sui Diritti Alimentari Globali. La cosa più importante riguarda l’esposizione di una visione pratica e completa di idee e programmi per salvaguardare il cibo e l’agricoltura e perché questi possano acquisire un carattere sociale e diventare ecologicamente sostenibili e più accessibili. La stessa visione spiega come agire concretamente per promuovere e assicurare che la qualità e la sicurezza del cibo, nonché la salute pubblica guadagnino una posizione predominante rispetto agli interessi e ai profitti delle grandi multinazionali.
(Manifesti della Commissione Internazionale sui Futuro del Cibo e dell’Agricoltura
ripubblicati con il permesso di: http://www.navdanyainternational.it/index.php/i-manifesti)



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