domenica 22 gennaio 2012

Sos: in pericolo il Parco Sud

Carissime e carissimi che abitate a Milano e nell'hinterland, attenzione, vi prego.  Il Parco Sud è tuttora in pericolo, non si sono arresi gli speculatori e gli ottusi cultori dello "sviluppismo" basato su cemento e infrastrutture superflue. Però vi dò anche una notizia incoraggiante per chiunque abbia a cuore una concezione ecologica della vita. Hanno ripreso a organizzarsi comitati, presidi permanenti, campeggi,  un ampio fronte di lotta contro i progetti di nuove tangenziali e autostrade che ruberebbero altri ettari alla preziosa agricoltura del Parco Sud,  quel  territorio lombardo alle porte di Milano che ancora resiste alla cupidigia dei cementificatori, malgrado già siano riusciti ad azzannarne numerosi bocconi in spregio e in deroga alle leggi di tutela.
A differenza dell'area a nord di Milano,  ormai ridotta a un continuum di strade, edifici, fabbriche, fabbrichette e centri commerciali, il Parco Sud è ancor oggi un immenso territorio agricolo, punteggiato di boschi, oasi naturalistiche, castelli, antiche abbazie, canali, risaie, mulini... 
In sostanza il Parco Sud è la risorsa, il polmone che dà un po' di respiro a questa città che è fra le più inquinate del mondo. Purtroppo però è in progetto la costruzione di quattro grandi infrastrutture lombarde (Pedemontana, Bre.Be.Mi., Tangenziale Esterna Milano (Tem) e autostrada Cremona-Mantova) che avrebbero il solo risultato di consumare territorio, moltiplicare il traffico su gomma e quindi peggiorare ulteriormente l'inquinamento.
Campeggio di protesta
Per opporsi a questo scempio sono nate numerose iniziative sul territorio, fra cui la campagna nazionale di pressione sul Gruppo Intesa Sanpaolo
promossa da numerose associazioni (A Sud, Beati i Costruttori di Pace, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Comitato NoExpo, Coordinamento Comitati Pendolari Regione Lombardia, Coordinamento Nord Sud del Mondo, Distretto di economia solidale della Brianza, Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile, Movimenti civici, Movimento Stop al Consumo di Territorio, Rete civica italiana), con l’adesione di un numero crescente di organismi nazionali e locali http://www.stopalconsumoditerritorio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=512&Itemid=56  
Perché Intesa Sanpaolo? "Perché risulta essere il gruppo bancario più esposto in tali infrastrutture, sia come finanziatore che come azionista delle società concessionarie. Per questo la Campagna chiede all’istituto di ritirare il proprio appoggio alla costruzione delle nuove arterie, dimostrando così di avere a cuore la tutela del territorio e la salute dei cittadini", dicono i promotori.
Queste minacce all'integrità del Parco Sud non sarebbero così allarmanti se Regione Lombardia non avesse proposto una modifica della legge 86 del 1983 sui parchi, che seppur con molti limiti ha finora preservato quasi il 30% del territorio lombardo dalla devastazione. In sostanza, si propone di sottrarre alla normativa di tutela gli ambiti urbanizzati interni ai parchi, purché privi di valenza paesistica, con conseguente modifica e riduzione del loro perimetro. Inoltre, si vogliono aggiungere  "reti ed interventi infrastrutturali previsti negli strumenti di programmazione regionale…” alla deroga per realizzare all'interno dei parchi opere pubbliche già previste dalla legislazione nazionale.  
Manifestazione No Tem
Un varco per far passare di tutto.  
Secondo il rapporto Ambiente Italia 2011 la Lombardia è la regione italiana caratterizzata dal maggior consumo di suolo, ogni giorno 13 ettari di terreno vengono invasi da urbanizzazione selvaggia, produttrice degli orrendi non-luoghi. Secondo Coldiretti le  opere di collegamento in progetto distruggerebbero 53 milioni quadrati di terreni agricoli. Gli investimenti necessari sarebbero superiori ai 9 miliardi di euro. 
Non è questa la politica utile alla cittadinanza milanese e lombarda. Perché invece non si realizzano i prolungamenti verso sud della  metropolitana, come chiedono appunto i comitati  "No Tem, Sì metropolitana"? http://notemsimetro.wordpress.com/ Che cosa occorre ancora perché le amministrazioni  della cosa pubblica si rendano conto che è finita un'epoca di sprechi e gigantismi, speriamo per sempre? Il futuro dovrà essere completamente diverso oppure non ci sarà affatto.





  

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