mercoledì 11 maggio 2011

La Tunisia ora è tranquilla e sta aspettando il turismo




Inaspettata e imprevista, la Jasmin revolution verificatasi in quasi tutti i Paesi dell’Africa settentrionale ne ha profondamente mutato l’assetto politico. Folle di giovani hanno contestato l’assenza di democrazia dei regimi al potere, costringendo i rispettivi leader a farsi da parte. Questi drammatici eventi, nati anche dalle difficili condizioni economiche in cui versa gran parte della popolazione, hanno inciso sull’incoming turistico, che è una delle principali fonti di reddito di quei Paesi, particolarmente per quanto riguarda la Tunisia.

Ora però la situazione si è normalizzata e gli operatori turistici locali cercano di correre ai ripari, lanciando una campagna promozionale, destinata in primo luogo alla Francia, per spiegare che non si corrono pericoli e che i turisti possono tornare. Con intelligente ironia, hanno smentito l’idea che il paese sia ormai in rovina presentando una campagna corredata da una splendida foto delle rovine archeologiche di Cartagine, classica meta del turismo internazionale nel Mediterraneo.
E in effetti, il crollo della destinazione costituirebbe la perdita di preziosi posti di lavoro su cui contano tantissime famiglie: il turismo rappresenta il 6,5% del Pil e riguarda 350.000 persone su dieci milioni di abitanti. Allora, sarebbe bello che chi sta pensando a una meta per le prossime vacanze decidesse di scegliere proprio la Tunisia.

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